Brexit News

Brexit: Non si puo’ attivare l’art. 50 del Trattato europeo senza il voto preventivo del Parlamento.

(English version follows below)

La Corte Suprema, con una decisione resa nota stamane, ha confermato il provvedimento di primo grado dell’Alta Corte, respingendo il ricorso presentato dal Governo, che invece reclamava il diritto ad attivare l’articolo 50 d’autorità, nel rispetto della volontà popolare del referendum del 23 giugno.
L’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (Clausola di recesso) prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall’Unione europea (UE). Il paese dell’UE che decide di recedere, deve notificare tale intenzione al Consiglio europeo, il quale presenta i suoi orientamenti per la conclusione di un accordo volto a definire le modalità del recesso di tale paese. Tale accordo è concluso a nome dell’Unione europea dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo. I trattati cessano di essere applicabili al paese interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o due anni dopo la notifica del recesso. Il Consiglio può decidere di prolungare tale termine.
La Corte Suprema britannica ha inoltre escluso qualunque potere di veto da parte delle assemblee di Scozia, Galles e Irlanda del Nord sulla Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.
Cosa avviene adesso? La sentenza mette la parola fine alla questione giudiziaria e la palla passa alla politica. Il primo Ministro May presentera’ a breve un progetto di legge da votare in Parlamento. In realta’ per Gina Miller, la donna manager che ha presentato il ricorso alla High Court e per i sostenitori dell’UE potrebbe essere una vittoria di Pirro, in quanto, ne’ I parlamentari conservatori ne’ quelli laburisti sembrano intenzionati a bloccare l’iter parlamentare di uscita dall’UE. Al momento solo I Liberaldemocratici, che pero’ hanno una scarsa rappresentanza parlamentare, hanno gia’ dichiarato di votare contro Brexit. Ma il quadro politico sara’ piu’ chiaro nei prossimi giorni. Da giurista mi preme invece sottolineare non solo che condivido, in diritto, il provvedimento, ma che certamente I magistrati britannici, per l’ennesima volta, dimostrano di essere scevri da qualunque pressione o condizionamento politico e popolare, a protezione delle prerogative legislative del Parlamento ed a garanzia della Costituzione, che in GB e’ un insieme di statuti, trattati e precedenti giuridici.
Da parte nostra continueremo a tenervi informati ed a consigliare I nostri clienti italiani che investono, vivono e lavorano in UK e quelli britannici che investono in Italia e nella UE.

Gianluigi Cassandra, Avvocato a Manchester (GB) e Salerno (Italia).

Brexit: Supreme Court says Government must seek parliamentary approval to trigger Article 50.

In a judgment that sets a far-reaching constitutional precedent and upholds parliamentary sovereignty, the Supreme Court ruled that Members of Parliament and peers must give their consent before the government can trigger article 50 and formally initiate Brexit.
Art. 50 of the Lisbon Treaty says that any Member State may decide to withdraw from the Union in accordance with its own constitutional requirements. A Member State which decides to withdraw shall notify the European Council of its intention. In the light of the guidelines provided by the European Council, the Union shall negotiate and conclude an agreement with that State, setting out the arrangements for its withdrawal, taking account of the framework for its future relationship with the Union. That agreement shall be negotiated in accordance with Article 218(3) of the Treaty on the Functioning of the European Union. It shall be concluded on behalf of the Union by the Council, acting by a qualified majority, after obtaining the consent of the European Parliament. The Treaties shall cease to apply to the State in question from the date of entry into force of the withdrawal agreement or, failing that, two years after the notification referred to in paragraph 2, unless the European Council, in agreement with the Member State concerned, unanimously decides to extend this period.
The Supreme Court beside ruled that there was no need for the government to wait for consent from the devolved assemblies in Scotland, Wales and Northern Ireland.
What happens next? The ruling puts an end to the legal question and now is the turn of politics. The Prime Minister T. May will present soon a bill to Parliament. In reality, for Gina Miller, the manager who presented the first instance to the High Court and the British EU remain supporters could be a Pyrrhic victory, since both the Conservatives and the Labour Party seem do not intend on blocking the parliamentary process of exit from the EU. At the moment only the Liberal Democrats have already declared to vote against Brexit, but they have little parliamentary representation. The political framework anyway will be more clear in the coming days. As a jurist I agree the ruling of the Court and I like to emphasize that British magistrates, for the umpteenth time, give evidence of their freedom from any pressure political and popular; they protect the legislative prerogatives of Parliament and guarantee the respect of Constitution, which in the UK, is a set of statutes, treaties and legal precedents.
For our part we will continue to keep you informed about Brexit and to give advice to our Italian clients who invest, live and work in UK and to our British clients investing in Italy and in the EU.

Gianluigi Cassandra, lawyer in Manchester (UK) and Salerno (Italy)


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